Barcellona Football Club

Un must di Barcellona è la sua squadra di Calcio, il celebra Barça. Essendo italiani, non potete evitare di parlare di calcio qui, e quando si tratta di calcio, i catalani non hanno dubbi: non esiste sulla faccia di questo pianeta una squadra più forte del Futbol Club Barcelona. Conosciuto anche come Barça, il Barcellona è uno dei club più antichi di Europa, tant’è che le sue origini risalgono al lontano 1899. Un aneddoto dell’epoca racconta che, in occasione di un suo viaggio nella capitale catalana, il campione svizzero Hans Gamper avesse deciso di organizzare una serie di partite di calcio e per coinvolgere quanta più gente possibile, si racconta fece pubblicare un invito sul giornale Lod Deportes, con l’esplicita richiesta rivolta a tutti gli amanti del calcio di presentarsi nel suo ufficio per fondare una nuova squadra. Sempre la stessa leggenda racconta che, in rispetto alla sua precedente squadra, il Basilea, Hans Gamper scelse il blu e il granata come colori sociali del neonato club, che da allora è anche conosciuto come l’11 blaugrana (o azulgrana, per i puristi di calcio).

Barcellona football club
Lo stadio del Barcellona, Camp Nou

I primi anni del Barça

I primi anni del I primi anni di vita del club furono costellati da alti e bassi, anche perché non esistevano strutture adeguate nella penisola iberica e la Spagna non era ancora pronta ad ospitare un vero e proprio campionato di calcio. Non deve quindi sorprendere il fatto che il Barcellona abbia militato nei campionati di Svizzera e Inghilterra durante i primi anni del secolo.  Anche così, una cosa fu chiara sin da subito: il Barcellona era destinato a diventare grande, una vera e propria promessa nel panorama calcistico e sportivo dell’intera Europa. Le aspettative, altissime, non furono deluse e a partire dal 1929 (anno della vittoria della prima Liga Spagnola), il club azulgrana non si è più fermato, neanche durante gli anni di guerra, e nonostante la dittatura di Francisco Franco. Per i tifosi catalani, anche conosciuti come culés, quello è forse il momento più triste della storia della loro squadra. Non solo a causa delle restrizioni di Franco, che imposero alla società l’obbligo di cambiare nome e rinunciare a due delle quattro bande sullo stemma societario in quanto rappresentativi dell’identità locale catalana, da sopprimere in funzione di un esacerbato centralismo politico. Ma anche perché è di quel periodo l’assassinio del presidente Josep Sunyol, repubblicano, e per questo scomodo alla dittatura. La storia racconta che il presidente cadde vittima di un attentato nei pressi di Madrid e fu fucilato dalle truppe franchiste.

È in questi anni che la figura sociale e politica del Barcellona si delinea in maniera sempre più netta. Inizia a circolare il motto che da allora non ha più abbandonato la squadra di calcio: més que un club, più di un club, proprio perché è intorno alla squadra che iniziano a raccogliersi i maggiori esponenti repubblicani e, soprattutto, che si rafforza il concetto di un club che, sebbene in maniera segreta e nascosta, tutela e protegge l’identità catalana. Sempre in questo periodo, si fa preponderante la competizione con i blancos del Real Madrid, la grande antagonista di sempre che, politicamente, rappresentava in quegli anni un potere centrista e conservatore. Le due squadre di calcio si scontrarono più volte durante gli anni successivi e la rivalità nata allora fra azulgrana e merengues non si è mai attenuata, nonostante il trascorrere del tempo.

A partire dagli anni ’50, ovvero dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Barcellona sembra recuperare il proprio fasto grazie a figure di indiscusso carisma fra cui “il mago” Helenio Herrera (meglio conosciuto in Italia per aver allenato la Grande Inter vincitrice di due Coppe dei Campioni consecutive) e le sue stelle Ladislao Kubala e Luis Suárez (Miramontes). Gli anni ’50 sono anche ricordati per la costruzione dello stadio Camp Nou, in sostituzione al precedente stadio de Les Corts e degna risposta da parte del Barcellona al Santiago Bernabéu, del Real Madrid. Ad oggi, il Nou Camp è ancora considerato una delle strutture più solide e di qualità dell’intero panorama sportivo mondiale, tanto da ospitare ben 15 finali di competizioni europee. Tale struttura è stata testimone di una vera e propria dittatura calcistica da parte del Barcellona, soprattutto in patria. Dittatura che tornò imperiosa negli anni ’70, sotto la guida dell’olandese Johan Cruijff. Quest’ultimo è assurto a maggior gloria durante la sua seconda esperienza da allenatore, a partire dal 1988, quando gli viene affidata la guida del Dream Team dove spiccano giocatori quali Hristo Stoičkov e Romario. Fu proprio il Dream Team di Crujiff a centrare la prima Coppa dei Campioni della società durante la stagione calcistica 1991-1992. Da allora, il club ha conquistato la massima competizione europea ben altre tre volte, rispettivamente nel 2006, 2009 e 2011. Completano il suo palmares ben 21 campionati di Spagna, 26 coppe del Re, 2 coppe del Mondo per Club, 4 coppe delle Coppe e una serie innumerevole di altri titoli più o meno blasonati.

Solidarietà

Grazie a tutto ciò, il Barça è diventato un vero e proprio simbolo per l’intera Spagna, conosciuto ed osannato in ogni dove, al punto da essere secondo solo al Manchester United per numero di fan internazionali. La sua fama è anche dovuta alle iniziative di solidarietà, iniziate negli anni ’80 e divenute sempre più consistenti sotto la presidenza di Joan Laporta. Dal 2006, il club devolve parte dei suoi introiti all’Unicef e per questo motivo è l’unica società a potersi fregiare del logo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia sulle proprie maglie. Solidarietà, lotta al razzismo, impegno sociale e cura nella crescita di giovani campioni grazie alla cantera del club sono i capisaldi di questo squadra, rappresentata sul campo da uomini e campioni di indiscusso valore quali, attualmente, Lionel Messi, Xavi Alonso, Andres Iniesta e il capitano Carles Puyol. È grazie a loro e all’allenatore Pep Guardiola che il Barcellona è riuscito a centrare il primo, storico triplete di Spagna, ovvero Liga, Coppa del Re e Champions League. Attualmente, la squadra è affidata alla guida del tecnico spagnolo Tito Vilanova.