Passeggiata sulle Ramblas, i viali più famosi di Barcellona

Le Ramblas sono un unico grande viale, uno dei luoghi più emblematici della città di Barcellona, che la attraversa nel suo cuore vitale, che collega Plaça de Catalunya a nord al porto antico della città (Port Vell) a sud, fino al monumento dedicato a Cristoforo Colombo. Questo lungo viale, in origine letto di un fiume stagionale, ha nei suoi diversi tratti nomi diversi, come per esempio Rambla de Canaletes, Rambla dels Estudis, ecc. E’ questo un luogo di vita colorata di vario genere, dove la città esprime una forza vitale che attrae persone da tutto il mondo.

Le ramblas di Barcellona

Las Ramblas, come si scrive in castigliano, sono lunghe circa 1,2 km e sono tutte dedicate ai pedoni. La parte più a sud, quella verso il porto vecchio, diviene un quartiere quasi a luci rosse la notte. È stridente il contrasto che si ha quando dall’ambiente vivace e appassionato delle Ramblas si passa all’atmosfera quieta silenziosa nel quartiere medievale di Barcellona, il Barrio Gotico

Quando si parla di Barcellona spesso e volentieri, come per un’improvvisa associazione di idee, chi ascolta, esclama prima o poi, con aria compiaciuta, di aver visitato o di voler visitare La Rambla.

Una passeggiata sulle Ramblas

Già dall’aspetto, questo tanto famoso, quanto largo viale, mostra di prediligere le persone alle automobili, essendo pavimentato al centro da un bel marciapiede che copre quasi interamente il dorso della via, lasciando, in corrispondenza di ciascuno dei due margini, quello spazio asfaltato appena sufficiente per accogliere una sola corsia di marcia dove transitano le automobili. Ed è, per inciso, confortante notare come non solo La Rambla, ma anche alcune altre grandi strade della città siano state costruite seguendo la medesima preferenza per i pedoni. Questa via è riempita costantemente, giorno e notte, da un continuo viavai di persone di ogni etnia e cultura, turisti, e non, che, in un costante e frenetico muoversi da e per chioschi, negozi, ristoranti, mercati e le molte attrazioni che si incontrano lungo il percorso, rendono questo, uno dei luoghi più famosi di Barcellona.

Due file di alberi, ciascuna disposta al lato del grande marciapiede e accompagnata da bei lampioni stile 800, piazzati alla stessa distanza l’uno dall’altro, accompagnano tutto il percorso e proseguono oltre, fino a dove la vista riesce ad arrivare. Occorre poi evidenziare che, nonostante sia un unico viale, La Rambla, che, a quanto pare come suggerisce il nome, dall’arabo “raml” (arenile), era anticamente un corso d’acqua, è suddivisa in segmenti aventi ciascuno una propria storia, come proprie particolarità e addirittura contrassegnati da cartelli che, affissi agli edifici laterali all’inizio d’ogni tratto, ne indicano il nome; questa circostanza è tale che si usa spesso denominare la via usando il plurale Las Ramblas.

Il primo tratto La Rambla de Canaletes

Muovendo dunque da Plaza Catalunya, il primo tratto della famosa strada, La Rambla de Canaletes, si apre al termine della piazza guardando a sinistra, provenendo dall’enorme edificio del Corte Ingles, l’ingresso della cui “succursale” si affaccia proprio sul principio della via. I bei palazzi ai lati di questo primo tratto, offrono ai loro piedi, negozi vari, luoghi di ristorazione, hotel, boutique e ovviamente, lungo il marciapiede, gli immancabili punti vendita di souvenir. D’un tratto, sulla destra, un lampione tra gli altri troneggia per le proprie dimensioni, oltre che per il fatto di avere alla sua base una elegantissima fontana in ferro battuto, dai rubinetti, sembra, di ottone; si tratta della fontana che dà il nome a tutto il primo tratto di Rambla; la Font de Canaletes. Inaugurata nel XIX secolo, questo fontanile sorge oggi dove secoli fa, in una canalina, scorrevano le acque di una sorgente, che successivamente vennero raccolte in un abbeveratoio trasformato ancora dopo in una fontana. La leggenda racconta che chi beve da la Font de Canaletes, prima o poi ritorna a Barcellona.

La Rambla de Studis

Lo scenario di questo segmento iniziale di Rambla si apprezza percorrendo anche il secondo tratto, La Rambla de Studis, il cui nome è dovuto all’università che, tempo addietro, sorgeva nella zona. A pochi metri sulla destra, dopo l’Hotel Royal, si può osservare la graziosa facciata di un teatro, il Poliorama. Tra l’altro qui la via comincia a riempirsi di chioschi carini, che servono dolciumi veramente sfiziosi tra i quali un goffre squisito. Stupisce la frequenza con cui i lati della strada sono occupati da hotel che spesso si susseguono uno dopo l’altro. D’un tratto, il fianco di una grande chiesa sulla destra attira l’attenzione. La chiesa di Betlem, che caratterizza questo punto di viale, fu eretta sui resti di una chiesa tardo gotica tra la fine del 600 e gli inizi del 700 e si presenta in un magnifico stile barocco. Appena superato questo bel monumento cristiano, un cartello, affisso su uno degli edifici al lato sinistro della strada, annuncia un altro tratto, La Rambla de Sant Josep.

La Rambla de Sant Josep

Questo pezzo di viale, chiamato anche Rambla des Flors, si colora delle migliaia di fiori esposti dalle tante bancarelle che occupano i lati del marciapiede e che vanno a comporre un vero e proprio mercato floreale; fiori e piante di enorme varietà che attirano continuamente un flusso di visitatori qui sempre straripante.

La Boqueria

Il grande andirivieni di persone è ancor più giustificato incontrando, poco più avanti sulla destra, l’entrata del famosissimo mercato della Boqueria, situato ove prima sorgeva il convento di Sant Josè. Un’enorme struttura, al cui grande ingresso risalta un’insegna in ferro battuto alla maniera dei primi del 900, coperta da un gigantesco tetto metallico e circondata da un imponente colonnato dai capitelli in stile rigorosamente ionico, questo mercato, risalente agli inizi del XVII secolo e chiamato anche mercato di San Josep, è uno dei più antichi e famosi di tutta la Spagna, oltre ad essere il più grande di tutta la Catalugna, con i suoi 2583 metri quadrati di estensione e con più di 300 bancarelle. Difficile descrivere la meraviglia che si prova quando si entra nella Boqueria; ogni ben di Dio è qui esposto con una cura quasi maniacale a cominciare dalla frutta, bella, abbondante e sempre tutta di prima qualità.

Frutta e verdura alla Boqueria, un’opera d’arte!

Frutta e verdura che si presentano ordinate a disegnare quasi delle coreografie veramente molto piacevoli. In una azzeccatissima mescolanza di luci e colori quasi non si nota che diverse frutterie, insieme alle vicine gelaterie, sono accompagnate da vetrine che espongono numerose macedonie di differente composizione di frutti. Gelati, sorbetti, ghiaccioli, cremini, caramelle d’ogni colore e consistenza e tante altre prelibatezze, più o meno fredde e più o meno dolci, vengono qui esposte, seguendo sempre prevalentemente il tema della frutta.

Il pesce

Superata la zona dei fruttivendoli, che dall’entrata accompagnano la vista sino alla zona più interna del mercato, si rimane letteralmente stupefatti non solo dall’incredibile abbondanza di pesce freschissimo disposto su ogni banco, abbondanza tale da suscitare per un attimo qualche dubbio circa le modalità dello sfruttamento ittico a Barcellona; ma anche dalla disposizione dei banconi i quali, occupando il centro di tutta la zona, formano, rivolti verso l’interno, un ampissimo perimetro quadrangolare nel mezzo del quale un gruppo di bancarelle, questa volta rivolte verso l’esterno, è disposto in un grande cerchio situato proprio al centro di tutto il mercato. Cozze, ostriche e vongole, il muoversi di astici e aragoste, grandi tonni e montagne di piccole alici, pesce bianco e azzurro, molluschi e crostacei di ogni genere, compresi rossissimi gamberoni, scampi e schiere di enormi granchi che dibattono le loro chele minacciose; tutto lo splendido tesoro che il mare può offrire viene qui illuminato ed esposto e in modo impeccabile. Procedendo oltre e tutt’intorno alla magnifica area del pesce, banchi di ogni genere si contendono i passanti che rimangono comprensibilmente disorientati a fronte di questo gigantesco tripudio d’ogni sorta di generi alimentari.

Colpisce la presenza di un paio di bancarelle specializzate nella sola vendita di uova, oppure il particolare effetto cromatico, nonché l’intenso e variegato profumo regalati dalle spezie, sapientemente accumulate in piccole montagnole, ciascuna di un proprio vivacissimo colore, disposte l’una accanto all’altra e protette dalle vetrine di alcune bancarelle situate qua e là per il mercato. Per non parlare della carne, che, insieme agli insaccati, dona un bel un rosso diffuso un po’ a tutto l’ambiente, in special modo più verso l’intero perimetro del mercato, nonché di fronte all’entrata, ai lati, dove alcune salumerie fanno sfoggio di dozzine di cosce di prosciutto appese in alto una dopo l’altra.

Il museo dell’erotismo e l’antica pasticceria Casa Figueras

Appena di fronte alla Boqueria, un grazioso palazzo stile primi del 900, fregiato con decorazioni impresse a muratura ai lati delle finestre, accoglie l’ingresso del museo dell’erotismo che si trova al secondo piano. Appena oltre, praticamente quasi a metà del percorso, il marciapiede ospita ai lati due accessi, ciascuno corrispondente a una diversa direzione, della fermata della metropolitana Liceu. Colpiscono sulla destra i mosaici policromatici che caratterizzano la superficie dell’angolo di un edificio; si tratta dell’Antigua Casa Figueras, antica pasticceria, così decorata nel 1902, che oggi, tra i magnifici mosaici, presenta vetrine dalle quali si possono ammirare stupendi esempi di cake design. Degno di nota il rilievo angolare dove una donna con aria soddisfatta, porta sulla spalla un rastrello e con l’altro braccio stringe un mazzo di spighe di grano. Particolari anche gli antichi strumenti per la lavorazione e la decorazione dei dolciumi, che si possono osservare dalla vetrina sul lato dell’edificio. Occorre percorrere ancora diversi metri prima che il piacevole alternarsi dei chioschi floreali lasci spazio a più grandi ma più isolati negozi di souvenir, quando sulla sinistra, un enorme dragone, che regge un altrettanto grande lampione in stile cinese, guizzante a mezz’altezza dall’angolo della parte finale dell’edificio, cattura l’attenzione, che viene immediatamente rapita dalle particolari fattezze di questa ultima parte di palazzo il cui aspetto si nota essere, senza esagerazioni, una vera e propria dedica all’arte cinese.

La Casa dels Paraigües, la Casa degli ombrelli  

La Casa dels Paraigües (La Casa degli Ombrelli in italiano), questo il nome dell’edificio, mostra cinque magnifici gruppi di figure colorate, in abiti tradizionali orientali, che cingono, sia al lato, che di fronte, che dietro, la parte medio-bassa del palazzo che, sulla parte mediana e più alta del fianco antistante la Rambla, e del lato corto, presenta dei graziosissimi gruppi di ombrelli e ventagli, dallo stile cinese, a intervallare i balconi. Ugualmente caratteristico è l’aspetto del livello d’entrata dell’edificio, completamente decorato in stile orientale e con un bel cornicione che riproduce il classico tetto spiovente cinese. Dispiace un po’ trovare una banca ad occupare l’intero pianterreno di questa particolarissima porzione di edificio, nel quale un classico ristorante cinese questa volta avrebbe invece potuto veramente rappresentare un’ulteriore grande attrattiva per il turismo. Camminando sulla zona immediatamente successiva, su Plaza de la Boqueria, si calpesta letteralmente un’opera del grande artista Joan Mirò, un pavimento fatto di sampietrini colorati che va a comporre una circonferenza irregolare nella quale varie figure astratte, ciascuna di un colore differente, sono giustapposte su uno sfondo prevalentemente bianco.

Rambla de Caputxins

Si arriva così alla Rambla de Caputxins, così chiamata da un antico convento di frati cappuccini. Al principio di questo tratto si trovano altri 2 accessi della linea verde Liceu ed immediatamente dopo, sulla destra, il famoso Teatre de Liceu, risalente al XIX secolo, di fronte al quale si trova uno dei locali più antichi di Barcellona, il Caffè dell’Opera, inaugurato nel 1929. Più avanti, di fronte ad un magnifico palazzo dagli stucchi ricercati, sede dell’Hotel Oriente, si nota, sull’altro lato della strada, un punto di ristoro che non ha nulla di speciale se non l’insegna e dei magnifici paninoni in vetrina, stupendamente farciti di ogni prelibatezza, nonché l’appetitoso profumo di ogni genere di companatico sapientemente cotto sul pane: La Baguetina Catalana. Ancora più in là, sulla sinistra, un grazioso passaggio del XIX secolo, il passaggio di Bacardi, collega La Rambla a Plaza Reial. Procedendo ancora su Rambla de Caputxins, lo scenario cambia di bene in meglio. Numerosi artisti, pittori e disegnatori, costeggiano infatti i lati del marciapiede, in uno spettacolo veramente affascinante; può infatti capitare di rimanere esterrefatti osservando alcuni di loro mentre realizzano la propria piccola grande opera, come per esempio chi, avvalendosi di qualche bomboletta spray e pochi altri, per così dire, rottami con cui ricavare forme più nette, va realizzando al centro di un nutrito gruppo di osservatori, uno splendido paesaggio lunare degno di una copertina.

Rambla di Santa Monica

Sul finire di questo poliedrico percorso, l’ultimo tratto di viale, la Rambla di Santa Monica, incarna la Rambla più trasgressiva e movimentata dove, ai piedi di palazzi carichi di storia e bellezza, si affacciano bar, ristoranti e vari locali tra cui spicca il Bcn Sex Center, un grande sexy shop che si incontra sulla destra, cui non manca nella zona più interna un vero e proprio spazio diviso in due sale ove anche di giorno si svolgono spettacoli a luci rosse. Il marciapiede, a questo punto, è letteralmente diviso in due da una fila centrale di bancarelle che si affacciano su entrambe i lati e che vendono i classici articoli da fiera.

Camminando alla destra delle bancarelle si incontra una fontana a forma di semicerchio veramente particolare, che riproduce dalla parte concava quello che sembrerebbe l’interno di una sorta di anfiteatro, che invece, sul lato convesso, mostra una superficie interamente coperta da uno strato di metallo, che avvolge l’intera schiena della fontana, su cui si possono osservare diversi rilievi. Appena dopo, un’altra fermata della metropolitana, Dressanes, presenta il suo accesso sul marciapiede. Sul versante sinistro della fila di bancarelle si affaccia il museo delle cere, di fronte al quale diversi artisti impersonano delle statue animate che, immobili o in atteggiamenti mimici, occupano i lati del marciapiede fino alla fine del viale. Mano mano, già da qualche decina di metri di percorso, lo spazio di quest’ultimo tratto di Rambla si fa più aperto sino ad arrivare al culmine, a Plaza Portal de la Pau, dove a chiudere questo bellissimo percorso svetta il Monumento a Cristoforo Colombo, un’altissima colonna del XIX secolo, circondata da imponenti leoni alla base e da statue in varia postura al ridosso della parte bassa; monumento che trova alla propria cima la statua del famosissimo scopritore del nuovo continente nell’atto di indicare il mare.